CORSO DI CAMPANE TIBETANE

impare-a-suonare-le-campane-tibetane-2-2184x1456

Com’è strutturato

I nostri corsi vi daranno la possibilità di conoscere le nozioni di base per poter imparare a suonare le campane tibetane; è prevista una parte teorica nella quale verranno illustrati i principi-cardine riguardo la natura del suono e delle sue potenzialità e una parte pratica nella quale faremo esperienza diretta con lo strumento.

Finalità e strumenti

Impareremo a percepire la vibrazione principale delle ciotole e i suoni degli armonici più evidenti; svilupperemo l’attenzione non solo con le orecchie ma con tutto il corpo, alla ricerca delle molteplici riverberazioni che il suono può produrre su di noi.

Saranno trasmesse le principali tecniche esecutive e alcune semplici modalità di auto-trattamento terapeutico. Cercheremo infine di capire come imprimere al suono la giusta intenzione mentale, al fine di ottenere un effetto positivo più specifico.

Il corso ha la durata di una intera giornata; è preferibile che ogni partecipante utilizzi la propria campana, chi non ne fosse in possesso potrà servirsi di quelle fornite dall’organizzazione.

Contattaci per avere maggiori informazioni!

BAGNO SONORO CON LE CAMPANE TIBETANE

La potente energia delle campane tibetane può essere sperimentata in varie modalità tra cui quella del cosiddetto “bagno sonoro”. Si tratta di una pratica di gruppo durante la quale i partecipanti sono invitati a sdraiarsi comodamente a terra al fine di ricevere le vibrazioni delle ciotole nel modo più confortevole possibile, abbandonando ogni tensione fisica e mentale.

L’esperienza, della durata di circa 45 minuti, viene introdotta da una breve presentazione in cui sono illustrate le molteplici proprietà terapeutiche del suono e delle campane in particolare.

Il principale e più comune effetto del bagno sonoro è quello di portare rapidamente le persone in uno stato di profondo rilassamento; ciò è dovuto al fatto che le vibrazioni delle ciotole sono in grado di abbassare la frequenza delle onde cerebrali emesse dal cervello fino al livello alfa (dagli 8 ai 13,9 Hz), tipiche della veglia ad occhi chiusi e degli istanti precedenti l’addormentamento. L’esposizione alle frequenze delle campane, soprattutto se ripetuta con una certa continuità nel tempo, è in grado di riportare benessere nel sistema corpo-mente in virtù delle naturale proprietà armonizzanti del suono.

L’origine delle campane tibetane


Nonostante siano diffuse in occidente da ormai parecchi anni, le campane tibetane rappresentano ancora, per molti versi, un mistero. Poco è rimasto della memoria storica e dei lignaggi di origine; spesso ciò che si narra a tal riguardo sembra appartenere maggiormente alla sfera dei miti e delle leggende che non a tradizioni e usanze riscontrabili con evidenza. La stessa provenienza tibetana è abbastanza incerta; più probabile che esse siano nate altrove nella regione himalayana e poi, successivamente, si siano diffuse in ampie zone dell’Asia, tra cui anche il Tibet.

Quel che è certo è che il Nepal ha rappresentato lo snodo cruciale per la loro popolarità, soprattutto grazie all’arrivo negli anni sessanta a Kathmandu di tanti giovani occidentali attratti da una cultura per loro nuova e ricca di valori spirituali. Il Nepal ha una grande tradizione metallurgica artigianale e questo ha fatto sì che le campane, internazionalmente note come “singing bowls”, potessero essere forgiate con una notevole maestria e, soprattutto, in quantità sufficienti a soddisfare le crescenti richieste del mercato.

Le campane sono quindi arrivate rapidamente a noi ma senza libretto delle istruzioni; da allora molti ricercatori occidentali hanno posto sotto osservazione questi arcani oggetti cercando di elaborare delle tecniche per estrarne qualcosa di positivo, o in senso strettamente musicale o, più spesso, per scopi terapeutici e meditativi. Al giorno d’oggi esistono pertanto diverse scuole, alcune più legate alla tradizione altre meno, ognuna con le sue peculiarità.

I sette metalli

Nella simbologia tradizionale le ciotole sonore sono costituite da una lega di sette metalli associati ai sette corpi celesti dell’antichità: oro per il Sole, argento per la Luna, ferro per Marte, stagno per Giove, rame per Venere, piombo per Saturno e mercurio per Mercurio.

È ormai abbastanza assodato che la storia dei sette metalli sia più simbolica che reale; la sua funzione principale pare essere piuttosto quella di ricordarci che questi antichi strumenti possono collegare l’uomo con le energie del cosmo.

In accordo ad alcune fonti, le ciotole sonore venivano costruite seguendo i cicli lunari e caricate energeticamente tramite la recitazione delle sacre formule sonore dei mantra; secondo quanto riporta il musicoterapeuta nepalese Suren Shrestha è proprio l’intenzione positiva impressa durante la loro fabbricazione a rendere terapeutico l’effetto delle campane.

Normalmente le persone che ascoltano per la prima volta il suono delle singing bowls ne restano incantate; di fatto stanno compiendo un’esperienza percettiva del tutto nuova, non solo in senso strettamente sonoro ma anche corporeo.

Le vibrazioni delle campane, specialmente se applicate direttamente sul corpo, producono infatti delle onde che possono risuonare per ore, inducendo stati di rilassamento pressoché istantanei. Il principio della risonanza fa sì anche che le tensioni e i blocchi energetici del corpo vengano sciolti, riportando il sistema psicofisico ad uno stato di maggior equilibrio.

L’esperienza degli operatori rivela che le caratteristiche principali delle campane sono almeno due: velocizzano i processi di cura e ne mantengono più a lungo gli effetti. Spesso infatti le ciotole vengono abbinate a trattamenti olistici come l’agopuntura, il massaggio, lo shiatsu, ecc., potenziandone l’impatto terapeutico.

Gli armonici naturali

Eppure ci si chiede ancora perché le campane affascinino così tanto praticamente chiunque venga in contatto con la loro vibrazione, quale mistero si celi dietro il loro peculiare suono.

Esperti a parte, probabilmente pochi sono a conoscenza del fatto che ogni vibrazione in realtà è composta da un onda principale (corrispondente a quella che il nostro orecchio distingue con maggiore facilità) più una serie pressoché infinita di altre onde a frequenza crescente e matematicamente ordinate, che sono però per lo più “invisibili”; se per ipotesi esistesse un prisma sonoro, potremmo scomporre il suono, per esempio di un pianoforte, in uno spettro non dissimile da quello cromatico e “vederlo” come un insieme di frequenze che vibrano insieme.

Questi “suoni dentro al suono” vengono chiamati armonici naturali e sono i principali responsabili della ricchezza e della particolarità timbrica di un suono.

Le campane tibetane sono ricche di tali armonici naturali; quando le suoniamo producono quindi più vibrazioni contemporaneamente, sia udibili che non udibili.

In molte discipline orientali, come ad esempio il Nada Yoga (Yoga del Suono), si afferma che ogni armonico entra naturalmente in risonanza con un determinato chakra o centro vitale del corpo sottile. Se ne deduce che la vibrazione delle ciotole sonore mette in movimento di simpatia più chakra nel medesimo istante, con effetto rivitalizzante.

Che sia questo uno dei motivi per i quali le ciotole ci procurano un benessere così profondo ed immediato? Le campane tibetane, con la loro vibrazione al tempo stesso arcana e familiare, fanno pensare al suono dei pianeti, a quell’armonia naturale dell’universo che Pitagora chiamava “Musica delle Sfere”.